Taranto, “L’isola che vogliamo”, i concerti e gli eventi del mercoledì

E’ giunta alla terza edizione “L’isola che vogliamo”. Tutti i mercoledì di agosto, nella città vecchia a Taranto, tornano ad accendersi le luci della kermesse di musica, cultura e spettacolo. E’ un’occasione per ballare, ascoltare buona musica, passeggiare e degustare le eccellenze dell’enogastronomia regionale all’ombra delle colonne doriche proiettati in un percorso fatto di cinema, teatro, intrattenimento e musica dal mondo che è pretesto per scoprire e riscoprire i tesori che la Storie ha disseminato nel dedalo dei vicoli dell’Isola Città Vecchia.
Durante la rassegna è prevista animazione per i più piccoli, dj set, musica
tradizionale, reading,  cinema e teatro. “L’Isola che vogliamo” punta a fare di spettacolo e cultura pretesto per lasciare i visitatori liberi di perdersi tra i vicoli e riscoprire il borgo antico.
Questa sera, all’interno della prestigiosa corte del  MuDi – Museo diocesano di Taranto (Vico Seminario I, Città Vecchia), si terranno due concerti con ingresso gratuito. Alle
20.30 la musica di Daniela Rossi e Massimo Santostefano (violino e fisarmonica) e alle
22.30 la musica di Manlio Pinto al pianoforte.

Per il programma completo consultare il sito: isolachevogliamo.it e la fan page facebook.com/isolachevogliamo

“Perino & Vele” in mostra a Martina Franca

E’ in corso all’interno del Palazzo Ducale di Martina Franca “Perino & Vele”. Secondo atto”, una mostra di arte contemporanea, associata al programma del Festival della Valle d’Itria, nelle sale affrescate da Domenico Carella. Sono nove le opere in esposizione e ad accogliere i visitatori c’è la monumentale opera simbolo della mostra: “The end of second act”.

perino e vele

Il duo di artisti campani, Perino&Vele (Emiliano Perino, New York, 1973; Luca Vele, Rotondi, 1975), attivi dal 1994, privilegiano l’utilizzo della cartapesta per la realizzazione delle loro opere monumentali, giocando con la capacità degli osservatori di riconoscere nelle loro sculture la realtà della quotidianità. Macinando quotidiani di vari colori riciclano le pagine che danno vita ad una nuova comunicazione, quella visiva.

La mostra rimarrà aperta fino al 29 settembre (lunedì-venerdì 10-13/18-20; sabato e domenica 10-13/18-22.30; nei giorni 27, 28, 29, 31 luglio e 1 agosto 10-13/17-19). Ingresso gratuito.

Info: +39 080 5285231 lunedì-venerdì 9.30 – 13:00

 

Agosto, a passeggio al fresco tra merli e orchidee

Si può percorrere il sentiero della Tartaruga. Oppure quello del Cinghiale, del Pettirosso, del Merlo. O anche quello delle Orchidee o del Ciclamino. Sono ben 21 i sentieri tra cui scegliere per passeggiare attraverso quella che si rivelerà una esperienza indimenticabile. Tutto questo è il Bosco delle Pianelle, riserva naturale regionale orientata a Martina Franca.

Bosco Pianelle

Bosco Pianelle

Il comprensorio del Bosco Pianelle segna il confine tra i territori dei comuni di Crispiano, di Martina Franca e di Massafra. Le Pianelle si estendono particolarmente in direzione nord-ovest sud-est e sono attraversate dalla strada provinciale n. 581 Martina-Massafra. L’faltimetria varia da 343 a 486 metri s.l.m.; le colline più alte sono quelle di Monte Pianelle (m. 478), Corno della Strega (m. 448), Belvedere del Vuolo (m. 429) e Piazza dei Lupi (m. 414); il punto più alto di tutta la zona considerata è a Masseria Mongelli.
Il Monte Pianelle domina gran parte dello Jonio ed è utilizzato come postazione radar dell’Aeronautica Militare.

Il Bosco delle Pianelle è indissolubilmente legato alla storia di Martina Franca, la cui nascita, intesa come comunità organizzata, risale al 15 gennaio 1317. Filippo I d’Angiò, figlio del Re di Napoli Carlo II, fu indotto a favorire l’insediamento in tale area, sino ad allora mai sistematicamente colonizzata, al fine di rafforzare i suoi possessi feudali nella zona. In precedenza, il 12 agosto 1310, era stato emanato una particolare disposizione (privilegio) con la quale il casale veniva dichiarato demanio regio in perpetuo, mai cedibile a feudatari; con un altro “privilegio” dello stesso anno, venne assicurato agli abitanti di Martina il diritto di legnare (cogliere legna), pascere ed acquare (far mangiare e bere) i propri animali nei territori di Ostuni, di Mottola e di Massafra, senza pagamento di alcuna tassa. La concessione di questi “privilegi” richiamò molta gente dai paesi vicini.
Nel 1317, però, il principe concesse ai martinesi il territorio compreso nel raggio circolare di due miglia a partire dalle mura della città: la facoltà di appropriazione di parte di questo valeva per tutti gli abitanti, in quanto membri di quella comunità, e comportava la definizione di pieno e libero possesso.
Il 15 aprile 1359, il nuovo principe di Taranto Roberto d’Angiò assegnò ai martinesi e al loro feudatario, Pietro del Tocco, un vastissimo territorio compreso fra il Canale delle Pile e l’Orimini, fra il Monte del Forno e Chiobbica, da destinare ad uso civico. Nel corso dei secoli il demanio comune subì numerose riduzioni a favore dei privati e oggi il bosco delle Pianelle è tutto ciò che resta degli antichi demani collettivi di Martina Franca.

Info: +39 0804400950 e 080 4836204

riservaboscopianelle.it

info@riservaboscopianelle.it

L’Alta Murgia fa festa con il lupo, gli Incognito e gli Après La Classe

Continua la festa nei comuni che ricadono nel Parco nazionale dell’Alta Murgia. E “Up 2013 si prepara alle giornate clou della Festa del Road show, una iniziativa nata per promuovere il marchio del Parco, la mobilità sostenibile  e la valorizzare il territorio.

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E’, quindi, tutto pronto per le giornate del 25 e 26 luglio, per le quali il programma è ampio e variegato.

Giovedì 25, per gli appassionati di escursioni naturalistiche in bicicletta, CicloMurgia proporrà un’esperienza unica, percorrendo in totale relax alcuni dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale dell’ Alta Murgia e, in particolare, un tratto della pista ciclopedonale .

Il programma dei workshop sarà interamente dedicato ai temi della: “Valorizzazione integrata, turismo sostenibile e mobilità lenta nelle aree protette”. Sono due gli incontri previsti e avranno luogo, in piazza Cesare Battisti a Corato.

Alle 19  nell’ambito dell’incontro: “Valorizzazione, turismo sostenibile e mobilità nelle Aree Protette: un’occasione di sviluppo”,   partecipano, tra gli altri, Cesare Veronico, presidente Parco Nazionale dell’Alta Murgia,  Angela Barbanente, vice presidente della Regione Puglia, Giovanni Giannini, assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità, Francesco Palumbo, direttore d’area Politiche per la promozione del Territorio, dei Saperi e dei Talenti, Jacques Decuignieres, valutatore per la Carta europea sul Turismo sostenibile.                                                                                                 Alle 20, per la II sessione dei lavori, si discuterà di “Esperienze italiane”.

A seguire l’atteso concerto degli Incognito, storica band e autentica istituzione per la scena acid jazz mondiale. Una pietra miliare della musica internazionale. Apprezzati in tutto il mondo, inventori di un genere, l’acid jazz, da cui sono partite migliaia di fusione e influenza che tutt’oggi incontrano milioni di Fan.
Dal loro primo album, edito grazie al produttore Gilles Peterson sulla sua storica etichetta Talkin’ Loud, decine di hit hanno segnato le top ten di tutto il mondo. Tutte con la inconfondibile eleganza, sobrietà, ritmo e verve tipiche del loro sound in grado di aprire un varco tra il mondo Jazz e quello Pop.

Venerdi 26 luglio, infine, piazza Catuma a Andria ospiterà gli incontri pomeridiani dedicati al tema: “Natura ai confini della città”.

Alle 19 al centro dei lavori ci sarà il tema: “Convivere con il lupo – un progetto di sistema”. Alle 20 si discuterà di: “Gestione e wilderness: obiettivi o conflittualità?”.

Alle 21, chiuderanno il road show “Up2013” gli  Après La Classe, di ritorno sul palco dopo oltre un anno di assenza dalle scene. Con quindici anni di carriera alle spalle, i salentini Après la Classe faranno ballare, come di consueto, la piazza trasformando l’evento in una grande festa.

Entrambi i concerti degli Incognito e degli Après La Classe sono gratuiti.

Ad Alberobello il “Festival delle libertà imperfette”

Grande teatro, cortometraggi dibattiti, incontri e momenti ludici nella prima edizione del “Festival delle libertà imperfette”, la tre giorni di cultura, politica e società in programma ad Alberobello nelle date dal 4 al 6 luglio.

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L’iniziativa, organizzata dall’associazione Alterego e da Arcilesbica Mediterranea Bari, con la collaborazione dell’associazione “Le mani incatenate”, nasce dalla volontà di servirsi della cultura per combattere il pregiudizio, l’ignoranza e la paura nei confronti di lesbiche, gay, transessuali e verso ogni forma di diversità, partendo dal presupposto che ogni diversità rappresenta una ricchezza e non una minaccia .

Nel festival troveranno spazio pieces teatro, cortometraggi, dibattiti di vario tenore.

Info: 3338921392 – 3407337697

L’Alta Murgia fa festa con Incognito e Après la Classe

L’Alta Murgia fa festa. Degustazioni, workshop, escursioni alla scoperta del territorio e,  concerti in piazza con band emergenti, sono gli elementi dell’edizione “Up 2013 – Festa del Parco nazionale dell’Alta Murgia”.

parco primavera by giorgio muscetta

E’ un caleidoscopio di appuntamenti la II edizione di Up , iniziativa nata per promuovere il marchio del Parco, la mobilità sostenibile  e valorizzare il territorio. Per l’intero mese di luglio numerosi gli eventi che abbracceranno le piazze principali dei 13 comuni che caratterizzano il Parco nazionale dell’Alta Murgia.

“Up 2013 – Festa del Parco nazionale dell’Alta Murgia” per l’intero mese di luglio propone workshop su tematiche dell’ambiente, incontri istituzionali, ciclotour, passeggiate fotografiche, degustazioni e concerti. Tra le giornate di maggiore interesse, il 19 luglio. Alle 16.30 è prevista  l’assemblea Federparchi dedicata a “Gli stati generali delle aree protette. Biodiversità e servitù militari” . Alle  19 si terrà  il workshop: “Dalle aree protette al paese: un laboratorio di economia verde e sviluppo sostenibile” al quale parteciperà il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. In serata  invece l’atteso   concerto dei Deproducers, gruppo composto  dai fondatori di band come la Pfm e i Litfiba. DeProducers è un progetto di Vittorio Cosma, assieme a Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia, su idea dell’ex tastierista della Pfm. I quattro compongono “musica per conferenze scientifiche”.

Il clou di Up 2013 si concentrerà  tra il 24 e il 26 luglio. In programma, sui palchi allestiti in piazza a Corato e Andria, uno spettacolo a cura del Kismet e i concerti degli Incognito e degli Après la Class.

Mercoledì 24 luglio sarà possibile scoprire le bellezze del parco partecipando all’ escursione notturna organizzata in collaborazione con il Club Amici del Trekking (Cat) di Bari e poi sempre nella stesa giornata  la prima escursione fotografica con gli amici di Camera a Sud, alle  17.30 e dedicata agli insediamenti umani presenti nel Parco con la visita al sito archeologico della necropoli di San Magno e alle numerose masserie e iazzi presenti sul territorio. Sempre il 24 la vera avventura con un Secret Show. Appuntamento tra Andria e Corato per partire alla volta di una destinazione segreta della quale non si potrà sapere né la destinazione né il tipo di spettacolo che  verrà proposto.

Giovedì 25, invece, per gli appassionati di escursioni naturalistiche in bicicletta CicloMurgia, l’occasione di vivere un’ esperienza unica percorrendo in totale relax i luoghi più suggestivi del Parco nazionale dell’ Alta Murgia.

Fonte: ufficio stampa evento 

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Martina Franca, un po’ di storia

Elegante cittadina situata a 431 m. di altezza sul livello del mare, adagiata su una delle ultime colline meridionali della Murgia sud-orientale, Martina Franca domina l’incantevole Valle d’Itria, splendida distesa verde biancheggiante di trulli.

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La maggiore attrattiva della città è senza dubbio costituita dal caratteristico centro storico, splendido esempio di arte barocca, che con le sue stradine, i suoi bianchi vicoli, i palazzi signorili e le maestose e monumentali chiese.

Oltre ad un ricco paesaggio punteggiato dalle antiche “casedde”, i famosi trulli, e dalle tipiche costruzioni delle masserie, preziose testimonianze dell’archeologia industriale, Martina Franca gode di un vasto territorio carsico ingemmato da suggestive grotte.

Dalla sua strategica posizione, la città jonica regala alla vista dei visitatori una suggestiva panoramica sulle località limitrofe, aldilà delle quali si stende la provincia di Brindisi e Bari e, ancora oltre, il Mare Adriatico.
Martina Franca, inoltre, offre la possibilità di far spaziare il proprio sguardo anche verso stupende aree boschive, rappresentate dall’incantevole Parco delle Pianelle, e verso verdi paesaggi, a sud, costellati dalle vaste coltivazioni di viti, proponendo piccole oasi di pace e tranquillità per villeggianti e principalmente per coloro che amano l’agriturismo.

La città, che conta oggi circa 49 mila abitanti, è anche un importante centro industriale punto di riferimento, a livello nazionale, del comparto tessile abbigliamento.

Altri settori trainanti dell’economia martinese sono senza dubbio quelli dell’agroalimentare e dell’allevamento, grazie alla presenza sul territorio di un prezioso patrimonio zootecnico riconosciuto in Italia e all’estero, i cui esemplari più importanti sono rappresentati dal famoso Asino di Martina Franca e dal Cavallo Murgese.

Martina Franca è quindi una meta turistica molto ambita, non solo per il suo ricco e prezioso patrimonio artistico architettonico, storico ma anche per la sua vivacità culturale, che trova massima espressione nell’ormai celebre e atteso Festival della Valle d’Itria

Puglia da scoprire, Canosa e i suoi tesori

Nell’ambito delle iniziative per la IX Giornata nazionale dello sport, il 2 Giugno, il Comune di Canosa di Puglia e la Fondazione archeologica canosina onlus, presentano una iniziativa dal sapore misto tra le curiosità storiche e il benessere fisico: una insolita passeggiata serale (walking in progress), sospesi tra il fascino notturno del tufo millenario e le calde luci di un borgo addormentato.

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Si tratta di una vera e propria occasione per riscoprire le bellezze storiche e paesaggistiche di questa antichissima città attraverso un tragitto insolito. L’appuntamento è alle  20 al punto di accoglienza Iat di piazza Vittorio Veneto. Si comincia con una visita alle scoperte recenti della cupola e dei tesori della cattedrale bizantino-armena di San Sabino, immersi nella giusta penombra e nei suoni gregoriani. Da qui, seguendo il profilo dell’antico clivus romano, si scopriranno le curiosità sulla vita quotidiana ai tempi degli antichi romani, passeggiando nei segreti ruderi della domus di via Montescupolo. Percorrendo l’antico corso San Sabino, una iscrizione di un antico profumiere catturerà l’attenzione, introducendo  poi alla culla della sintesi culturale della città: Palazzo Iliceto, con la splendida collezione municipale e l’esposizione ancora attiva sull’archeologo francese che stupì il mondo accademico del XIX secolo, con le sue riproduzioni in acquerello dei primi vasi policromi canosini, dagli ipogei Lagrasta.

Scendendo da Palazzo Iliceto, si attraverserà piazza Umberto I, con i suoi segreti sui terrificanti moti antiunitari del 1860, l’antico convento dei Carmelitani del XVI secolo, l’iscrizione romana di Chiancascritta, Salita Calvario, la più antica e difesa porta medievale del castello. Scendendo lungo i ruderi degli antichi bastioni di difesa, oggi occupati da pittoresche abitazioni multicolore, la visione stupenda del borgo illuminato e gli scheletrici profili delle fornaci ottocentesche. Da qui, una traversa che vale quanto un viaggio a ritroso, verso la storia degli Ipogei Lagrasta.

Un tuffo ancora, un ricordo, una visione diversa dal normale, gli inediti terrazzamenti romani di via Montanara, per poi concludere al recuperato Mosaico del Dragone Marino in piazza Terme.

Visioni romantiche e aspre, di un luogo dai tempi misti e arricchiti da un senso di immortalità storica. Visioni di una terra che ha raccontato sé stessa ad ogni viaggiatore del passato. Visioni di un luogo che, ancora oggi, eredita dalla Kanision greca e dalla Canusium romana, quella voglia fiera di affrontare i tempi e le situazioni.

Canosa, la Puglia imperiale e Biardot

Nell’ambito della Settimana della cultura in Puglia imperiale, fino al 19 maggio, la Fondazione archeologica canosina, presenta un’esposizione su un noto archeologo e antiquario francese che, nel 1846, acquistò le terre cotte policrome e figurate, oggi nucleo della esposizione archeologica di Canosa al Louvre. La figura di Biardot, è già stata presa in esame l’1 e 2 novembre 2012, in una precedente esposizione che collocava nel complesso archeologico dei Lagrasta, sia l’archeologo che la sua opera letteraria.

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Considerato come il più veritiero acquerellista della metà del XIX secolo, Biardot viene, ad oggi, considerato come il primo ed effettivo “documentarista antiquario” del complesso funerario canosino, noto come Ipogei Lagrasta.

L’esposizione è a Palazzo Iliceto, sede del Museo civico di Canosa di Puglia e Palazzo della Cultura e tradizioni locali. Attraverso pannellature a colori, della dimensione fedele a quella reale, si ritornerà nel XIX secolo, ricordando la grande scoperta del complesso ipogeico funerario dei Lagrasta, all’epoca sconvolgente per dimensioni, qualità e quantità del corredo. Visibili e leggibili, saranno anche alcune pagine in francese dalla nota opera dello stesso archeologo “Les Terres-Cuites Grecques Funebres”.

Les Terres-Cuites Grecques Funebres; Dans Leur Rapport Avec Les Myst Res de Bacchus; questo il titolo dell’opera personale di Biardot, che si componeva di 54 acquerelli, di cui la metà in bianco e nero e la metà a colori. L’opera risale al 1872, ben trent’anni dopo la scoperta del complesso dei Lagrasta I a Canosa (1845) e ripropone i 26 pezzi di terra cotta policroma canosina, acquistati da Biardot a Canosa nel 1846.

Di eccezionale qualità esecutiva, gli acquerelli sono una vera e propria istantanea sullo stato di conservazione al momento della scoperta dell’ipogeo Lagrasta I. L’ambiente espositivo è stato curato seguendo l’atmosfera antiquaria del Grand Tour, il famoso viaggio culturale intrapreso dai giovani aristocratici nord europei, diretto in Francia e in Italia, con particolare attenzione al Sud peninsulare. Inscindibile dalla mostra è la visita al complesso archeologico degli Ipogei Lagrasta, dove sarà possibile osservare dall’esterno della cella, la suggestiva cella di Medella Dasmia, la principessa canosina del I secolo a.C., sepolta in via del tutto eccezionale nel più antico sepolcreto di III secolo a.C. Particolarmente suggestive le visuali prospettiche, del complesso funerario dei Lagrasta I, visitabili con l’ausilio di una guida autorizzata.

L’esposizione è stata curata dalla Fondazione archeologica canosina e dalla Dromos.it con la supervisione tecnica dell’archeologo Sandro Giuseppe Sardella e l’allestimento di Renato Tango, rappresentando un preludio alle attività estive, solitamente svolte nel Palazzo e una continuazione dovuta e richiesta alla precedente esposizione.

Informazioni: 333/8856300, www.canusium.it e su info@canusium.it