“Notte delle fanove”, fuoco sacro di Puglia

“Notte delle fanove”, fuoco sacro di Puglia. Il fuoco nella mitologia greca e latina era simbolo di purificazione, di energia vitale e di gioia. Queste cerimonie pagane scandivano i cicli stagionali della società agricola e furono convertiti nei centri mediterranei cristiani in manifestazioni religiose.

Fanove

A San Marco in Lamis sono dette fracchie, a Novoli e a Grottaglie focare, a Castellana Grotte fanove. Sono alte cataste coniche di sarmenti di vite e di potature di fruttiferi, fatte infuocare nelle notti fredde invernali. Quest’anno la cooperativa Serapia ci accompagna alla scoperta delle più belle feste del fuoco in Puglia.
La rassegna sul fuoco sacro di Puglia partirà da Castellana Grotte. E’ qui, in particolare, che da 324 anni l’11 gennaio si rinnova lo spettacolo della Notte delle fanove. Per quest’edizione sono 83 i falò che si accenderanno sprigionando migliaia di faville tra le vie cittadine, in segno di riconoscenza, festa ed esultanza popolare, ricordando ogni anno l’intercessione miracolosa della Madonna della Vetrana avvenuta nel 1691. Quasi fosse una ” caccia al fuoco”, con la cooperativa Serapia si andrà alla loro ricerca seguendo un percorso per scoprire una Castellana ricca di arte, natura, storia e gastronomia fortemente legate tra loro.
L’appuntamento è alle 17 alla stazione delle Ferrovie del Sud Est in via Stazione (40°53’12.28″N, 17° 9’57.93″E). L’attività si concluderà verso le 20.
Il percorso, di bassa difficoltà, lungo circa 3 km. Si consiglia abbigliamento comodo e caldo e di indossare scarpe da ginnastica.

Quota di partecipazione di 5 euro (3 euro per i bambini fino a 12 anni).
Per ogni coppia di adulti un bambino fino a 12 anni partecipa gratuitamente.
Info: + 393286474719

A Castellana la peste brucia con le “fanove”

A Castellana Grotte di celebra domani, sabato 11 gennaio, “La notte delle fanove”. Sarà dato fuoco a cataste di legna a simboleggiare la cacciata della peste dal paese.

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Era l’11 gennaio del 1691. La peste bubbonica si stava diffondendo facendo già le prime vittime. 
L’evento prodigioso della preservazione dei castellanesi dal morbo fu attribuito all’olio della lampada votiva che ardeva davanti all’immagine sacra della Vergine venerata in un’antica chiesetta nelle adiacenze dell’attuale Santuario Maria SS. della Vetrana. E il 12 gennaio si compì il miracolo: si vide la peste “camminare più avanti”, abbandonare l’abitato, e molte persone guarire dopo l’applicazione dell’olio miracoloso della lampada. Ma  attorno a Castellana la piaga continuò a mietere vittime. 
E per evitare il contagio si dette fuoco a tutto ciò che era stato in contatto con il morbo. 
I falò assolvono perciò a una duplice funzione: rievocano le suppellettili bruciate in occasione della liberazione dalla peste e ardono in segno di festa ed esultanza.
Dall’avvenimento miracoloso sono nate: la grande devozione di Castellana per la Madonna della Vetrana; la lampada a olio perennemente accesa davanti alla sua immagine; il rifacimento completo della sua chiesa; i falò dell’11 gennaio, la festa patronale del 12 gennaio e i grandi festeggiamenti dell’ultima domenica di aprile.

Le maestose cataste di legna sono realizzate dai cittadini, associazioni, gruppi, comitati ed enti che partecipano anche a un concorso: la mattina dell’11 gennaio, quando sono ancora spenti, un comitato esamina la realizzazione di ciascuna catasta. 
Ma quella delle fanone, che bruciano attorno alle 19 dell’11 gennaio,  rimane soprattutto una festa popolare che anima il centro storico e la periferia. Alte decine di metri, richiamano ogni anno migliaia di turisti. La gente che affolla le strade intona il canto mariano Tu sei del popolo letizia e pace. E intorno a ogni fanova si improvvisano musiche e danze popolari, mentre i castellanesi offrono a chiunque si unisca a loro per festeggiare, tipiche golosità contadine: ceci e fave abbrustolite,taralli, frittelle, vino, bruschette e friselle condite con olio rigorosamente extravergine d’oliva e “pomodori appesi”.

Fonte: Comune di Castellana Grotte